Le donne, quelle che dalle nove alle dieci e mezza stanno intorno a una tavola di legno uso artiginale per abbozzare idee di collaborazione, e da lì fino all'una restano in piedi all'ombra del freddo notturno estivo con le braccia scoperte e intrecciate fra di loro, ma salde sul proprio posto e con la bocca pronta a parlare. Non ci stanchiamo di parlare, mai. Loquacità e dipendenza. Potremmo parlare anche di questo, per ore. Di qualunque cosa, per longevissime ore. Stiamo lì, un po' consapevoli del senso del ridicolo che rappresentiamo, ma incapaci di lasciarci. Siamo stanche e non vogliamo mollare. Ascoltiamo e aspettiamo il nostro turno. Guardiamo uno a uno il volto di ciascuna, a giro o random, dirigiamo le pupille alla bocca di chi gorgheggia in quel momento o al suo naso o all'abito o alle tette se emergono con evidenza, fino ai piedi. Volgiamo lo sguardo intorno. Cominciamo a pensare a che ora è. Finalmente riusciamo a infilare la nostra lingua nel discorso, distendiamo il petto, i polmoni e poi da capo. Fino a quando, dopo qualche tentativo di "ma che ora abbiamo fatto?", la leader del momento o quella con l'urgenza più urgente pronuncia l'ultima parola: "Buonanotte".giovedì 8 agosto 2013
longevissime chiacchere
Le donne, quelle che dalle nove alle dieci e mezza stanno intorno a una tavola di legno uso artiginale per abbozzare idee di collaborazione, e da lì fino all'una restano in piedi all'ombra del freddo notturno estivo con le braccia scoperte e intrecciate fra di loro, ma salde sul proprio posto e con la bocca pronta a parlare. Non ci stanchiamo di parlare, mai. Loquacità e dipendenza. Potremmo parlare anche di questo, per ore. Di qualunque cosa, per longevissime ore. Stiamo lì, un po' consapevoli del senso del ridicolo che rappresentiamo, ma incapaci di lasciarci. Siamo stanche e non vogliamo mollare. Ascoltiamo e aspettiamo il nostro turno. Guardiamo uno a uno il volto di ciascuna, a giro o random, dirigiamo le pupille alla bocca di chi gorgheggia in quel momento o al suo naso o all'abito o alle tette se emergono con evidenza, fino ai piedi. Volgiamo lo sguardo intorno. Cominciamo a pensare a che ora è. Finalmente riusciamo a infilare la nostra lingua nel discorso, distendiamo il petto, i polmoni e poi da capo. Fino a quando, dopo qualche tentativo di "ma che ora abbiamo fatto?", la leader del momento o quella con l'urgenza più urgente pronuncia l'ultima parola: "Buonanotte".
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