Bisogna lasciare loro il tempo di crescere ed esistere, di stare lì dove é meglio, perchè siano i colori della tavolozza su cui diamo un piccolo colpo di pennello ogni minuto delle nostre giornate. Dopo un po', distaccandoci, piano, riconosceremo quel quadro proprio come il nostro... I fatti buoni, quelli cattivi, avranno il loro posto, rappresentati in forme colorate e sfumate e incastrate fra di loro sotto un titolo tutto originale:La Nostra Vita!
giovedì 22 novembre 2012
senza titolo
Bisogna prendere tutto il Buono e il Cattivo dentro di noi e viverli. Dare loro un tempo fisico per essere riconosciuti e poi esperiti. Dobbiamo lasciar fluire lungo i nostri nervi e nelle viscere più sensibili alle emozioni quell'oscuro, tempestoso senso di disagio, confusione, rabbia, insoddisfazione, delusione, e poi concedergli uno spazio, perchè trovi una forma fisica, concreta: un brutto vestito indossato, una brutta risposta data, un (piccolo) atto di violenza contro qualcuno, di cui soffriamo subito, ma che non si poteva fare altrimenti. Bisogna cercare dei compagni di cammino e ricercare l'intenzione di ascoltare davvero loro, per trovare la volontà di ascoltare davvero noi stessi. Si deve imparare ad aprire la porta alla luce, alla dolcezza, alla quiete, all'armonia, e dirsi "questa giornata é per voi...e forse anche quella di domani e qualche altra ancora...nonostante il tutto che abita fuori dalle nostre intenzioni", e far sì che si possano materializzare: un taglio di capelli nuovo, una fetta di torta al cioccolato, un tempo di non-fare meditativo, un nuovo approccio alimentare a cui credete solo voi.
Bisogna lasciare loro il tempo di crescere ed esistere, di stare lì dove é meglio, perchè siano i colori della tavolozza su cui diamo un piccolo colpo di pennello ogni minuto delle nostre giornate. Dopo un po', distaccandoci, piano, riconosceremo quel quadro proprio come il nostro... I fatti buoni, quelli cattivi, avranno il loro posto, rappresentati in forme colorate e sfumate e incastrate fra di loro sotto un titolo tutto originale:La Nostra Vita!
Bisogna lasciare loro il tempo di crescere ed esistere, di stare lì dove é meglio, perchè siano i colori della tavolozza su cui diamo un piccolo colpo di pennello ogni minuto delle nostre giornate. Dopo un po', distaccandoci, piano, riconosceremo quel quadro proprio come il nostro... I fatti buoni, quelli cattivi, avranno il loro posto, rappresentati in forme colorate e sfumate e incastrate fra di loro sotto un titolo tutto originale:La Nostra Vita!
sabato 10 novembre 2012
cucinare: grani di colore e brio in un'ampolla di senso
Torno alla cucina, che avevo lasciato sospesa nell'aria del primo post, come una piuma.Stavo al piano di cucina, un po' fa. Adesso sono seduta al tavolo della stessa stanza per seguire la cottura della cena di stasera (così, se ci gira di uscire sotto la pioggia, oggi, non ho da pensare ad alternative costose o poco gustose).
Nel mezzo di tutti i tempi per me pazientemente semi morti (non privi di fare, ma sì di movimento mentale) della vita di casalinga e mamma (la vita lavorativa era molto peggio, per mille motivi, restringibili al fatto che non ho ancora mai fatto il lavoro che sento "il mio") cucinare, il più delle volte, qualunque stato d'animo io abbia, smuove quella parte così amabile di noi, che comunemente chiamiamo creativa. E così mi sento viva, pienamente. Soddisfatta. Stoppo per un po' la ricerca di ciò che sta sempre un po' più in là di dove ci troviamo noi, e vivo il momento e basta. Ho inserito qui l'immagine di una bimba che sta in cucina, perchè è un bel disegno e perchè esprime quest'idea: lo stare dentro quello che facciamo, come i bambini. In modo totale, meditativo. Fare, con la determinazione del dovere (un dovere essenziale, però) e lo slancio del piacere!
-(E' questo il lavoro che voglio fare! Quale?.......)-
Pensieri e vissuti del cucinare:
cosa abbiamo mangiato ieri.
cosa c'è in casa (pezzi grossi. pezzi da accostare ai principali. profumi. condimenti).
idee da giocare!!!!
forme (la "presentazione", o no, a tavola).
godimento degli odori, in itinere.
godimento della trasformazione delle forme e dei colori, in itinere.
sprazzi, spruzzi di piccole gioie interiori, in itinere, insieme alla materia che si trasforma e ti fa sentire grata a te stessa e alle meraviglie della natura.
E poi si mangia, tutti insieme, e papà dice: -che cose buone ha fatto la mamma!-. E allora io sto bene. A quello che ho "fatto" viene messo il tappo, come quello di un'ampolla di vetro preziosa. Come dire: E' fatto. E' compiuto. Qui sta tutto il suo senso.
E questo è molto più che il senso della mia giornata di casalinga e mamma. E' il senso che sentiamo dentro di noi quando agiamo con determinazione, piacere (non privo di fatica)e per o insieme agli altri.
Buon appetito!
domenica 4 novembre 2012
gli specchi delle anime. noi.
Ci sono, quando la fortuna e la volontà ci assistono, momenti di consapevolezza che generano cambiamenti tangibili su di noi. Incontriamo una donna, che diventa un'amica e non sappiamo -come per ogni cosa bagnata di autenticità- dove lo scambio di fatti, di stare insieme e anche di lasciare fondere un po' le anime, ci porterà. Si incontrano, senza consapevolezza e guidate dagli umori, le parole di entusiasmo o di collera livida, di timida gratitudine o contenuta delusione. L'immagine della figura di questa persona si forma, deforma e trasforma, modellata da input naturali e soprannaturali simili a biglie su pareti di lattice. Quando pensavi di sapere come si sarebbe svolta la conversazione telefonica a fine giornata, una nuova emozione o riflessione espressa dall'altro capo è come un colpo di coda, che un po' sei pronto a subire, un po' fa che si materializzi stupore, luminoso come nebbia riscaldata dal sole. E passano i giorni e i mesi e resta la fiducia. E' importante la fiducia. La chiave di volta della durevolezza. Ciascuno non smette di lavorare su di sè, di volersi bene, nonostante la fatica di camminare dentro i propri affanni. E così, un giorno cominci a sentirti diversa, piacevolmente, in un modo mai provato. La bellezza, la bruttezza, vedi le tue in lei. Lei le sue, in te. La sincerità - nostra- rischiara l'anima -la nostra!-. Pensavi di avere trovato un appoggio, una parete cui appoggiarti, o su cui battere i pugni, o su cui rilassarti. E invece hai trovato uno specchio, per la tua anima. E lei per la sua. E così, diventiamo Grandi. Evolviamo (forse, speriamo). E così sia.
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