lunedì 8 aprile 2013

a tavola fra pareti dorate


A volte siamo più vicini di dove pensiamo arrivi la nostra immaginazione. 
Sono stata a tavola con una quasi coetanea a mangiare pizza fatta in casa e a bere io poca birra, perchè la pioggia fuori bastava a compromettere la mia guida notturna fra il sali-scendi delle colline. Vite diverse, questioni familiari...diverse. L'essere umano, però, è così: Gli uomini/Le donne. Lontano da quello che è già stato tutto detto, ora voglio appuntare il qui e ora, quello con una fetta di pizza in mano, con un occhio alla tv accesa su un canale musicale e l'altro alle rughe d'espressione che chissà cosa cercano di dirci, mute ed eloquenti. Ci parlano di solitudine nella quale si stringono i pugni per farsi forza; di paura per un avvenire che appare nelle mani di qualcun altro; di gaiezza che non si vuole solo per gli altri; di ansia tenuta a bada; di volere lasciarsi andare, anche. Mi fa attraversare a piccoli passi il suo cuore e i suoi pensieri, così come mi ha concesso l'esplorazione cauta del suo nuovo nido, stanza dopo stanza. Il nostro mondo, i figli, i mariti, gli amici e i parenti, sono fuori, stasera. Lì c'eravamo noi e le storie e i desideri che ci volevamo raccontare, fra pareti dorate di un'abitazione che non è ancora del tutto "casa".
Grazie, F.                       

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